Strada Neva, 28, 38036 Sèn Jan di Fassa, frazione di Vigo

LA STORIA DEL GARNI ENROSADIRA

La storia del Garni Enrosadira nasce nel 1995, quando Angelo, titolare, decide di lasciare il lavoro nell’attività dei suoi genitori, per iniziare una nuova avventura con la propria famiglia.

Inizialmente il Garni contava nove stanze con bagno privato, sala colazioni ed ingresso.

Successivamente nel 2002 si è proseguito con un piccolo ampliamento, aggiungendo altre dieci camere. Sei di queste nuove camere sono state costruite in legno, grazie al lavoro dell’impresa locale Rasom Wood Technology, mentre le rimanenti quattro sono state pensate per fornire un ulteriore comfort ai nostri ospiti, dotandole di piccolo angolo cottura.

Nel 2008, vista la crescente richiesta, si è pensato di sfruttare il piano interrato, dando vita a un piccolo ma funzionale centro benessere.

Piano piano Angelo è stato affiancato dai figli, in primis da Lisanna, che di questo lavoro ne ha fatto una passione e da Nicolò, maestro di sci in inverno ed accompagnatore di media montagna in estate dà una mano nei momenti liberi.

La moglie di Angelo, invece, Claudia, maestra di tedesco alla scuola elementare, è sempre pronta ad aiutare, il sorriso non le manca mai!

IL NOME DEL GARNI, CHE COSA SIGNIFICA ENROSADIRA?

Etimologicamente la parola Enrosadira, deriva dal ladino, lingua ancora molto parlata in Val di Fassa e in altre zone dolomitiche, e significa letteralmente “diventare di colore rosa”.

Enrosadira quindi sta ad identificare il fenomeno dell’arrossamento delle cime delle Dolomiti, che al tramonto passano dall’arancio, al rosso, al viola, per dare spazio al blu della notte.

La scelta personale di Angelo però, è nata in primo luogo dal volersi collegare al nome dell’Hotel dei suoi genitori e fratelli, l’Hotel Laurino.

Ma cosa centrano il Re Laurino e l’Enrosadira?

Tutto si collega ad una magica leggenda dolomitica:

“L’antica leggenda popolare narra che una volta che il re dei nani, Laurino, aveva fatto realizzare un meraviglioso giardino di rose, di cui era molto orgoglioso. Gli mancava solo una cosa: una moglie.

Fu molto contento quindi, quando scoprì che il re dell’Adige era alla ricerca di uno sposo per la bella figlia Similde. Per decidere a chi dovesse andare in sposa la figlia, il Re organizzò un torneo tra i più valorosi cavalieri, ad eccezione però di Re Laurino. Il Re, arrabbiato, decise di presentarsi comunque al torneo, ma grazie ad un mantello magico si rese invisibile.

Appena il re dei nani vide Similde, se ne innamorò perdutamente e senza ulteriori indugi la face salire sul suo cavallo e se ne andò. Poco dopo i cavalieri notando la scomparsa della principessa, sotto la guida del principe Dietrich di Berna, iniziarono le sue ricerche. Re Laurino li attendeva nel suo giardino di rose sicuro di un altro stratagemma: indossava, infatti, una cintura magica, che lo rese forte come dodici uomini.

Nemmeno la cintura magica, però, fu sufficiente a battere Dietrich di Berna e così il nano astuto usò ancora una volta il mantello magico. I movimenti delle rose però tradirono il Re dei nani che venne catturato.

Il Re Laurino si sentì tradito dal suo giardino di rose e decretò che nessun avrebbe più potuto godere della sua bellezza, né di giorno, né di notte, si dimenticò però dell’alba e del tramonto. È per questo che alla luce dell’imbrunire si vede sulle montagne del Catinaccio, il rosso delle rose del Re dei Nani, tingere le montagne del caratteristico colore nel fenomeno conosciuto da tutti con il nome di Enrosadira

COSA SIGNIFICA ENROSADIRA?

Etimologicamente la parola Enrosadira, deriva dal ladino, lingua ancora molto parlata in Val di Fassa e in altre zone dolomitiche, e significa letteralmente “diventare di colore rosa”.
Enrosadira quindi sta ad identificare il fenomeno dell’arrossamento delle cime delle Dolomiti, che al tramonto passano dall’arancio, al rosso, al viola, per dare spazio al blu della notte.
La scelta personale di Angelo però, è nata in primo luogo dal volersi collegare al nome dell’Hotel dei suoi genitori e fratelli, l’Hotel Laurino.

Ma cosa centrano il Re Laurino e l’Enrosadira?

Tutto si collega ad una magica leggenda dolomitica:
“L’antica leggenda popolare narra che una volta che il re dei nani, Laurino, aveva fatto realizzare un meraviglioso giardino di rose, di cui era molto orgoglioso. Gli mancava solo una cosa: una moglie.
Fu molto contento quindi, quando scoprì che il re dell’Adige era alla ricerca di uno sposo per la bella figlia Similde. Per decidere a chi dovesse andare in sposa la figlia, il Re organizzò un torneo tra i più valorosi cavalieri, ad eccezione però di Re Laurino. Il Re, arrabbiato, decise di presentarsi comunque al torneo, ma grazie ad un mantello magico si rese invisibile.
Appena il re dei nani vide Similde, se ne innamorò perdutamente e senza ulteriori indugi la face salire sul suo cavallo e se ne andò. Poco dopo i cavalieri notando la scomparsa della principessa, sotto la guida del principe Dietrich di Berna, iniziarono le sue ricerche. Re Laurino li attendeva nel suo giardino di rose sicuro di un altro stratagemma: indossava, infatti, una cintura magica, che lo rese forte come dodici uomini.
Nemmeno la cintura magica, però, fu sufficiente a battere Dietrich di Berna e così il nano astuto usò ancora una volta il mantello magico. I movimenti delle rose però tradirono il Re dei nani che venne catturato.
Il Re Laurino si sentì tradito dal suo giardino di rose e decretò che nessun avrebbe più potuto godere della sua bellezza, né di giorno, né di notte, si dimenticò però dell’alba e del tramonto. È per questo che alla luce dell’imbrunire si vede sulle montagne del Catinaccio, il rosso delle rose del Re dei Nani, tingere le montagne del caratteristico colore nel fenomeno conosciuto da tutti con il nome di Enrosadira

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